Nymphea

Costruzione stagno

Un paradiso per tutta la famiglia

 

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L'idea

Come tutte le cose, anche uno stagno inizia da un’idea. Prima di prendere decisioni, per evitare errori e spese inutili, va approfondito lo studio del progetto.


La realizzazione va affrontata dopo un giusto tempo di maturazione e di ponderazione. La costruzione si esegue in tre settimane, se la progettazione è buona e la manodopera è puntuale.


La nostra lunga esperienza ci rende consiglieri ideali.

Tipologia

Se il giardino è piccolo,  lo spazio limitato, se abbiamo a disposizione solo un balcone o un terrazzo, la soluzione ideale sarebbe uno stagno in miniatura. Un contenitore, adatto allo spazio a disposizione, permette una scelta di alcune piante adatte allo spazio ridotto.


Una fontanella o un piccolo stagno, forse anche con un gioco d’acqua, sono già  un gradino superiore. Anche qui è importante la quantità di possibili piante acquatiche.


Chi ha spazio a sufficienza in giardino può pensare a una piscina naturale più o meno estesa. Oltre alla piacevole vista, alla contemplazione dello spettacolo della natura, offre anche la possibilità di nuotare nell’acqua fresca nei giorni estivi, piacere da condividere con amici e bambini, non da lasciare solo ai pesci e alle ranocchie.


Un laghetto per le ninfee ci offre uno spettacolo di fioriture.


Una nuova variazione dell’acqua in giardino è una pesciera, con varietà di pesci non solo commestibili, ma anche decorativi. È necessario un impianto adattato alle esigenze dei pesci che si vogliono immettere.

Forma e grandezza

Grandezza e forma della piscina naturale possono variare secondo i gusti: dobbiamo però prima studiare lo spazio a disposizione e l’uso che se ne vuol fare.


Più esteso è il laghetto, meno costerà il metro quadro di esecuzione, soprattutto se rinunciamo all’uso di tecnologie.


La profondità dell’acqua e l’estensione della zona rigenerativa, con sufficienti piante che “ripuliscono” l’acqua, si possono definire attraverso un calcolo che non crea difficoltà a chi possiede esperienza nel campo. Se invece le premesse non sono ottimali, si può istallare anche una pompa con dei filtri.

Materiali

La scelta dei materiali dipende dalla somma di denaro a disposizione. Molti produttori ormai forniscono il foglio isolante che impermeabilizza la piscina naturale; i prezzi sono variati. Grossezza e colore non sono un problema, la scelta è fra i materiali alternativi al PVC. Quest’ultimo produce diossina al momento del suo incenerimento, e non può essere eliminato nei rifiuti casalinghi, ma solo in quelli speciali.


Anche la scelta del legname, locale o di origine tropicale, per passerelle o pedane, è legata alla disponibilità del committente e deve essere ben studiata nei suoi pro e contro.
La nostra esperienza ci ha dimostrato che legno e pietre calcaree sommerse nell’ acqua sono ricettacoli di alghe.

Animali nell'acqua

Pesci


Molti chiedono se in una piscina naturale possono vivere anche dei pesci. Chi li ama, può immetterli, l’unico presupposto è che in pesci devono vivere come in natura. Non si possono nutrire con del mangime, perché le parti non mangiate e quelle digerite dai pesci sono concime organico nell’acqua, motivo per una crescita spropositata di alghe.


Tartarughe


Anche le tartarughe acquatiche amano gli specchi d’acqua. Da evitare sono le testuggini che provengono da paesi lontani, che causano distruzioni non solo fisiche ma delle vere e proprie battute di caccia fra la flora e la fauna locale.


Altri animali

Molti animali arrivano da soli, magicamente attratti dall’acqua. Se trovano un  ambiente a loro congeniale, si fermano e si moltiplicano


Ranocchie


Non tutti amano i concerti delle rane in primavera e all’inizio dell’estate. Specialmente il vicinato può lamentarsi dei concerti notturni, liti e discussioni sono sgradite conseguenze.  Tutti gli anfibi sono specie però protette. Se non si vogliono rane nella piscina naturale ci si deve pensare prima e creare barriere.


Zanzare


Nessuno ama venir punto dalle zanzare. In una piscina con un buon equilibrio nell’acqua le zanzare sono rare, nell’acqua si trovano moltissimi loro nemici. Nei contenitori più piccoli si possono creare colonie fastidiose di questi insetti, ma contro di essi esistono prodotti biologici come il BTI. Serpenti
Già nominarli fa venire ribrezzo o paura a alcune persone. In molte zone sono estinti, perciò il problema non si pone neppure. Ma se la piscina naturale si trova nelle vicinanze di zone paludose incontaminate potremo – se la fortuna ci assiste – osservare da lontano una biscia d’acqua; se ci avviciniamo, scapperà e non tornerà più. A chi teme biscie e serpenti, consigliamo di consultare le statistiche sui decessi per morso di serpente. Questo servirà a considerare in modo razionale il problema.


Sanguisughe e affini


Subito dopo il discorso sulle bisce, vorremmo affrontare un altro argomento che crea apprensione, quello sulle sanguisughe: in ogni stagno esistono esseri che assomigliano alle sanguisughe, ma che si nutrono invece di microorganismi presenti nell’acqua, come ad esempio di larve di zanzara. Non sono nocivi agli esseri umani.

Pericoli

Nell’eseguire il nostro lavoro ci siamo spesso imbattuti nella domanda sui pericoli che porta uno stagno naturale. Dalle piante e dagli animali “indigeni”, cioè locali  non si crea alcun pericolo per le persone. Una puntura di vespa o di ape è molto più dolorosa di qualsiasi altra punturina di qualche abitante dell’acqua. L’immissione di animali o piante provenienti da paesi lontano potrebbe invece creare qualche problema.


Se assieme agli umani vi nuotano anche anatre, questo può causare arrossamenti della pelle causati da parassiti simili agli acari. Se dunque una coppia di anatre vuole entrare a far parte della comunità, va convinta con le buone maniere ad andarsene immediatamente.


Magicamente attratti dall’acqua sono anche i bambini. Se non sanno nuotare e non riescono ancora a vedere i pericoli effettivi, vanno messe in atto cautele che ne impediscono l’accesso. Il pericolo maggiore è rappresentato dalla superficie ghiacciata. Anche gli adulti spesso non si rendono conto del pericolo reale. Una rete specifica, adatta al caso, in questi frangenti è utile a ridurre il rischio, pur non offrendo garanzie complete.

Manutenzione

L’apporto di concimi nelle vicinanze della piscina naturale è assolutamente da evitare. Si deve ridurre al minimo ragionevole la presenza di massa biologica in fase di decomposizione (foglie morte). Un apporto ragionato di piante evita sorprese sgradite e aumenta l’efficienza dell’opera di depurazione.


Primavera


Appena il ghiaccio si è sciolto, l’acqua trasparente permetterà di asportare con retine e aspiratori i sedimenti dal fondo. È meglio farlo regolarmente per evitare un dannoso ammassamento di fosfati. Più tardi, quando l’acqua si sarà riscaldata, è possibile una comparsa di alghe filamentose. Sono indice di una buona qualità dell’acqua, ma devono venir asportate con il retino, perché altrimenti arricchiscono troppo l’acqua. Assorbono troppi fosfati.  Il passaggio dalla zona paludosa a quella più profonda, poi, abbisogna di attenzioni per evitare un proliferare di erbe spontanee non desiderate.


Estate


È un momento di riposo. Verso la fine dell’estate, quando la temperatura dell’acqua comincia ad abbassarsi, è arrivato il momento di sfoltire quelle piante acquatiche che hanno prodotto troppa massa fogliare o che devono essere ridotte di volume. Questo lavoro evita anche un arricchimento dell’acqua di massa biologica.


Autunno


Si possono asportare eventuali sedimenti dal fondo. Se necessario, se degli alberi stanno vicino alla piscina, è forse il caso di coprire lo specchio d’acqua con reti che impediscono la caduta delle foglie nell’acqua. Parti morte delle piante presenti vanno eliminate.


Inverno


Quando la superficie è ghiacciata stabilmente, si possono eliminare con una falce tutte le foglie che sporgono dal ghiaccio. Sulla riva si passa con una falciatrice lasciando dieci centimetri di fogliame che sporge, facendo attenzione a non passare sul ghiaccio: le vibrazioni del motore sono dannose per gli animali sotto lo strato ghiacciato.
ALCUNI ESEMPI DI LAGHETTI

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