Biolaghi

I nostri biolaghetti sono perfettamente  integrati nell’ecosistema circostante. La depurazione dell’acqua avviene senza sostanze chimiche, pompe o filtri ma soltanto attraverso l’azione filtrante delle piante.
Un perfetto luogo per fare il bagno in tranquillità e sintonia con la natura.
Christoph Fischer
Christoph Fischer
Pianificazione e consulenza

L’idea

Come tutte le cose, anche un biolago inizia da un’idea.

Prima di prendere decisioni, per evitare errori e spese inutili, va approfondito lo studio del progetto e la sua fattibilità. La realizzazione va affrontata dopo un periodo necessario per informarsi in dettaglio.

La costruzione del biolaghetto si può eseguire in tre settimane, se la progettazione è stata fatta in maniera precisa e la manodopera è puntuale.

La nostra lunga esperienza ci rende consiglieri ideali.

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Tipologia

Chi ha spazio a sufficienza in giardino può pensare a un biolago balneabile più o meno esteso. Il biolaghetto, oltre ad offrire una piacevole vista per contemplare lo spettacolo della natura, offre anche la possibilità di nuotare nell’acqua fresca nei giorni estivi con amici e bambini.

Un laghetto per le ninfee ci offre uno spettacolo di fioriture ogni anno.

Un laghetto dedicato all’allevamento di pesci richiede una diversa tipologia costruttiva siccome questi hanno diverse esigenze per la loro vita.

Un piccolo laghetto ornamentale è sempre affascinante.

Se il giardino è piccolo e lo spazio limitato, o se abbiamo a disposizione solo un balcone o un terrazzo, la soluzione ideale in questo caso è di considerare uno stagno in miniatura. Un contenitore adatto allo spazio a disposizione, permette la scelta di alcune piante adatte per uno spazio limitato.

Forma e grandezza

La grandezza e la forma della piscina naturale possono variare secondo i gusti, nonostante ciò dobbiamo prima studiare lo spazio a disposizione e l’uso che se ne vuol fare.

Più esteso è il laghetto, meno costerà il metro quadro di esecuzione, soprattutto se rinunciamo all’uso di tecnologie.

La profondità dell’acqua e l’estensione della zona rigenerativa, con sufficienti piante che “ripuliscono” l’acqua, si possono definire attraverso un semplice calcolo che non crea difficoltà a chi possiede esperienza nel campo. Se invece le condizioni non sono ottimali, si può istallare anche una pompa con dei filtri.

Materiali

La scelta dei materiali dipende dalla somma di denaro a disposizione. Molti produttori ormai forniscono il foglio isolante che impermeabilizza la piscina naturale ed i prezzi variano a secondo il materiale.

Grossezza e colore non sono un problema, la scelta è fra i materiali alternativi al PVC. Quest’ultimo produce diossina al momento del suo incenerimento, e non può essere eliminato in maniera sostenibile nei rifiuti casalinghi, ma solo in quelli speciali.

Anche la scelta del legname, locale o di origine tropicale, per passerelle o pedane, è legata alla disponibilità del committente e deve essere ben studiata nei suoi pro e contro.

La nostra esperienza ci ha dimostrato che legno e pietre calcaree sommerse nell’ acqua sono ricettacoli di alghe.

Animali nell’acqua

Molti chiedono se in una piscina naturale possono vivere anche dei pesci. Chi li ama, può immetterli, tuttavia l’unico presupposto è che in pesci devano vivere come in natura. I pesci non possono venire nutriti con del mangime, perché le parti non mangiate e quelle digerite dai pesci aumentano le concentrazioni di sostanze nutritive nell’acqua causando una crescita spropositata di alghe. La nostra raccomandazione è di non tenere pesci nel biolaghetto balneabile.

Non tutti amano i concerti delle rane in primavera e all’inizio dell’estate. Se non si vogliono rane nel biolago si deve prevenire dall’inizio con l’ausilio di barriere.

Nessuno ama venir punto dalle zanzare. In un biolago con un buon equilibrio nell’acqua le zanzare sono rare siccome nell’acqua si trovano moltissimi loro nemici. Nei contenitori più piccoli si possono creare colonie fastidiose di questi insetti, ma contro di essi esistono prodotti biologici come il BTI.

Altri animali
Molti animali arrivano da soli, magicamente attratti dall’acqua. Se trovano un  ambiente a loro congeniale, si fermano e si riproducono.

Pericoli

Nell’eseguire il nostro lavoro ci siamo spesso imbattuti nella domanda sui pericoli che porta uno stagno naturale. Le piante e gli animali “indigeni”, cioè locali non creano alcun pericolo per le persone. Una puntura di vespa o di ape è molto più dolorosa di qualsiasi altra punturina di qualche abitante dell’acqua. 

Se assieme agli umani vi nuotano anche anatre, questo può causare arrossamenti della pelle causati da parassiti simili agli acari. Se dunque una coppia di anatre vuole insediarsi nel laghetto bisogna mandarla via immediatamente.

Magicamente attratti dall’acqua sono anche i bambini. Se non sanno nuotare e non riescono ancora a vedere i pericoli effettivi, vanno messe in atto cautele che ne impediscono l’accesso.

Manutenzione

L’apporto di concimi nelle vicinanze della piscina naturale è assolutamente da evitare. Si deve ridurre al minimo ragionevole la presenza di massa biologica in fase di decomposizione (foglie morte). Un apporto ragionato di piante evita sorprese sgradite e aumenta l’efficienza dell’opera di depurazione.

Primavera
Appena il ghiaccio si è sciolto, l’acqua trasparente permetterà di asportare con retine e aspiratori i sedimenti dal fondo. È meglio farlo regolarmente per evitare un dannoso ammassamento di fosfati. Più tardi, quando l’acqua si sarà riscaldata, è possibile la comparsa di alghe filamentose. Sono indice di una buona qualità dell’acqua, ma devono venir asportate con il retino, perché altrimenti arricchiscono troppo l’acqua. Il passaggio dalla zona paludosa a quella più profonda, poi, abbisogna di attenzioni per evitare un proliferare di erbe spontanee non desiderate.

Estate
È un momento di riposo. Verso la fine dell’estate, quando la temperatura dell’acqua comincia ad abbassarsi, arriva il momento di sfoltire quelle piante acquatiche che hanno prodotto troppa massa fogliare o che devono essere ridotte di volume. Questo lavoro evita anche un arricchimento dell’acqua di massa biologica.

Autunno
Si possono asportare eventuali sedimenti dal fondo. Se necessario, se ci sono alberi vicino al biolago, è forse il caso di coprire lo specchio d’acqua con reti che impediscono la caduta delle foglie nell’acqua. Foglie e parti morte delle piante presenti vanno eliminate.

Inverno
Quando la superficie è ghiacciata stabilmente, si possono eliminare con una falce tutte le foglie che sporgono dal ghiaccio. Sulla riva si passa con una falciatrice lasciando dieci centimetri di fogliame che sporge, facendo attenzione a non passare sul ghiaccio: le vibrazioni del motore sono dannose per gli animali sotto lo strato ghiacciato.

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